11 luglio 1998,più essere considerato come il giorno più bello o come il più brutto della mia vita. Ma incominciamo con ordine:Quel giorno dovevo partire per la Foresta Nera in Germania,a scopo di informarmi sulla sua fauna e così il giorno prima preparai il bagaglio:uno zaino contenente una borraccia ,un acciarino,un coltello,GPS e telefono. Così l’11 luglio partii per la Germania e arrivai lì per mezzogiorno. Una volta sceso dall’ aereo e aver superato la dogana,presi un biglietto per l’autobus che portava direttamente alla Foresta Nera. Arrivai lì ben dopo, circa la mattina dopo alle 6.00 e così scesi dall’autobus,ringraziai l’autista. Da quel momento ero completamente solo. Inizia subito la mia escursione e mi misi a cercare animali da descrivere sul mio diario di bordo. La Foresta era,com’è tutt’ora enorme e sconfinata e per orientarmi mi servivo del mio GPS e del sole. Tutto procedeva liscio e avevo documentato più di 20 animali ,fino a quando il mio GPS si ruppe misteriosamente. Ero in preda al panico,ma mi rassicurai pensando che c’era ancora il sole ad aiutarmi a orientarmi e, visto la situazione decisi di che la mia ricerca poteva ritenersi conclusa,così mi incamminai verso l’uscita della foresta con l’ausilio del sole,fino a quando nel cielo sentii un odore che in una situazione come quella avrei sperato di non sentire mai:quello della pioggia:ora con essa e il cielo senza il sole,non potevo fare altro che accamparmi e aspettare che smettesse, ma non fu così anzi,la pioggia continuò fino a tarda sera.
Però all’
improvviso la pioggia smise e mi decisi sul da farsi:poteva continuare a
camminare nella notte,orientandomi con le stelle,oppure aspettare la mattina.
Sfortunatamente,decisi la seconda opzione e così mi misi a camminare nella notte.
Camminava a lunghi passi,ma con un ritmo costante,così non mi sarei affaticato
troppo. Camminavo e camminavo,fino a quando non sentii uno strano rumore
metallico,simile a quello di un interferenza radio:pensai subito fosse
proveniente dal mio cellulare,ma non era così,anzi il cellulare era
perfettamente intatto e funzionante, quindi decisi di continuare a
camminare,forse era stato solo frutto della mia fantasia, ma ecco che dopo
altri pochissimi passi lo risentii,e fu così per un bel po’ di tempo,fino a
quando ,per la paura mi misi a correre a gambe levate. Dopo 1 kilometro di
inarrestabile corsa,inciampai in un cespuglio e quando mi rialzai vidi a 100
metri da me un uomo alto 3 metri,vestito di cravatta rossa e smoking,ma non
ebbi il tempo di pensare che subito mi accecò e io, questa volta veramente
spaventato cominciai a correre e man mano che correvo riacquistavo la
vista,fino a quando la riacquistai completamente fu lì che mi accorsi che
quell’ essere mi stava inseguendo,così corsi più forte,fino a quando egli non
rinunciò ad inseguirmi. Pure se aveva smesso di inseguirmi io non mi
fermavo,correvo all’ impazzata fino a quando non trovai una baracca abbandonata
e, fu lì che senza pensarci molto mi ci barricai dentro. Lì ero sicuro che non
mi avrebbe più potuto prendere e né sarebbe entrato. Una volta che mi fui
calmato,mi guardai intorno, e notai che nella casetta c’era solo un fucile
della 2 Guerra Mondiale,una libreria e un tavolino. Mi soffermai molto sulla
libreria e notai che essa conteneva grandi classici come L’isola del tesoro e
altri libri minori. Ma nell’ ultimo ripiano trovai un vecchio libro chiamato
“Mostri e Creature leggendarie”. Incuriosito mi misi a leggerlo e notai che
dentro di esso c’era una sorta di enciclopedia che conteneva descrizione e
avvistamenti di appunto mostri o creature leggendarie.
Arrivato
alla lettera “S” trovai la voce slenderman e incuriosito mi misi a leggere:più
leggevo e vedevo le immagini e più mi spaventavo, la descrizione di quel mostro
rispecchiava esattamente la creatura che circa 1 ora prima mi stava inseguendo.
Continuando a leggere scoprii che esso,ovvero lo slenderman era un avido cacciatore di bambini ,ragazzi e
adulti dai 20 ai 22 anni e che le sue
prede le trasportava in una dimensione parallela. Continuando a leggere scoprii
che l’unico modo per ucciderlo e quindi scappare dalla foresta era quello di
lanciargli addosso dell’ acqua. Io pensai subito di prendere la mia borraccia e
andare a ucciderlo,solo che poi ragionandoci bene non avrei mai potuto colpirlo
con dell’acqua lanciata dalla mia borraccia e quindi pensai cosa fare…ù
Dopo un po’
di tempo passato a pensare mi venne il lampo di genio:utilizzare il fucile
della 2 Guerra Mondiale come arma anti-slenderman e, così modificai le
pallottole rimuovendo la polvere da sparo e al suo posto metterci
dell’acqua:ora ero pronto per ucciderlo! Ma ben pensai che era meglio aspettare
la mattina seguente per andare a farlo secco quel mostro. Così fu,arrivo la
mattina e io, uscii dalla baracca col fucile in mano alla ricerca dello
slenderman. Dopo 10 minuti di interminabili ricerche lo trovai e prima che lui
si accorgesse di me,gli sparai una pallottola modificata. Essendo per lui
letale l’acqua morì sul colpo, ma non passarono più di 5 secondi che mi
ritrovai teletrasportato all’ingresso della foresta:non capii bene cosa fosse
successo e perché d’un tratto mi ritrovo là,ma decisi che non era il momento di
pensarci su,quello era il momento per tornare a casa e, così da lì corsi verso
il paese più vicino e fu lì che presi un
autobus che portava dritto all’aeroporto,da dove partii per casa. Durante il
volo non riuscivo a credere a cosa mi era appena successo,ma ero felice di esserne uscito fuori!
Poco dopo
atterrai all’ aeroporto di Bari e da lì tornai a casa,dove trovai i miei
parenti e amici che mi abbracciarono e mi salutarono,poi io raccontai loro cosa
mi accadde,a nessuno mi credette, ma non mi importava,per me l’importante è che
ero salvo.
Roberto
Midea
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