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domenica 16 febbraio 2014

Century Remix

Eravamo in pochi. Dopo la battaglia alla baia, dove abbiamo perso, eravamo in cinque: l’elfo Julius Tubero, il mezzelfo  Sennar, il centauro Polledro, la sua compagna Cavallina e io, Ronius, Figlio dei Draghi. Sono del tutto umano, con capelli castani, occhi verdi, spalle molto larghe e delle possenti ali di drago. All’inizio ero normale, poi sono stato morso da un drago mutaforme e sono spuntate le ali. Non sapevamo dove andare. Pensammo quindi di controllare la Mappa degli Antichi. Poggiammo sopra la carta del regno e lanciammo le trottole: quella del fuoco si fermò sul vulcano, quella dell’acqua nell’oceano e quella della natura sul vulcano. Fummo tutti d’accordo: dovevamo andare al vulcano. Julius e Sennar salirono in groppa a Polledro e Cavallina; io mi misi subito in volo e ogni tanto, per evitare che di sotto si perdessero, lanciavo qualche fiammata, altra mia capacità, perfettamente visibile nel cielo notturno. Giungemmo al vulcano all’alba, ma non sapevamo ancora dove andare. Prendemmo la Mappa e la carta del vulcano: le trottole si posizionarono in tre posti diversi: nel cratere, a valle e sul pendio. Polledro e Tubero andarono sul pendio, Cavallina e Sennar proseguirono a valle e io raggiunsi il cratere. Più in basso iniziarono a scavare, mentre io mi buttavo nella lava bollente, ma non sentì nulla, né caldo, né freddo. Mi spostai lungo il camino vulcanico e in fondo, vidi una specie di anello … Poi lo riconobbi: era l’anello della fiamma fredda e, se lo avessi fatto uscire dalla lava, mi sarei bruciato. Allora lo portai il più possibile in superficie e chiamai Sennar, ch’era anche mago e dissi:-Ho trovato l’anello della fiamma fredda e ho bisogno di te per estrarlo; mi aiuteresti? e con una forza immensa lo estrapolò; tornati a valle mi riferirono le scoperte: avevano trovato gli anelli del fuoco, dell’acqua, della natura e la trottola del fuoco freddo. Nuova destinazione: baia a combattere; indossammo tutti un anello, tutti tranne Polledro; combattemmo duramente e ad aiutarci vennero gli spiriti del fuoco freddo. Vincemmo per un soffio e riuscimmo a penetrare nella Rocca del Tiranno. In un anfratto trovammo anello e trottola dell’elettricità. All’ultimo piano trovammo una porta nera; non provammo neanche a toccarla. Puntammo gli anelli e dopo un mese cedette. Subito dietro incontrammo il Tiranno, indebolito per aver reso per lui la porta. Lo stordimmo e sulla scrivania trovammo trottole e anelli della vita e della morte. Erano protetti da un maleficio come la porta, che però dopo un minuto fu sciolto. Presi gli oggetti, scagliammo le trottole verso il Tiranno, puntammo gli anelli, uscì lo Spirito Originale, grazie al quale sconfiggendo definitivamente il Tiranno, liberando il regno da un pericolo incombente.


(Autore: Emanuele T.)

La solitudine di Babbo Natale

SALVE A TUTTI! Io sono Nathàlia:una graziosa ragazzina di 12 anni; alta magra come un chiodo, con i capelli ricci e rossi, molto lunghi. Adoro i miei capelli, soprattutto una ciocca VERDE che ho sin dalla nascita. Perché ho una ciocca verde? Beh molto semplice:possiedo un potere molto raro! E’ proprio di questo che parleremo oggi; voglio raccontarvi la mia avventura:… Era un sabato mattina e tutto andava a meraviglia: gli uccellini cinguettavano allegri nel giardino, la mamma preparava pancake in cucina ed io e papà ci affrettavamo ad andare nel soggiorno. Dopo aver gustato i soffici pancake, mi infilai il cappotto, salutai la mamma ed il papà e corsi verso scuola. Forse non ve l’ho detto, ma il mio potere consiste nel trasformare tutto ciò che tocco in fiori, farfalle, prati e alberi da frutto. Proprio quel giorno sentii una vocina tenera, ma allo stesso tempo ambigua, che proveniva da uno dei fantastici fiorellini, ne colsi uno dopo l’atro e poi, dopo 10 lunghi minuti di ricerca, trovai il fiore “parlante”, ci guardai dentro e vidi solo un piccolo grillo; stetti per buttarlo via, quando la vocina si fece più acuta e mi chiamò:<<Nathàlia! Nathàlia! Fermati!>> a quel punto riprese il fiorellino e ci guardai dentro:<<Sì, piccolo grillo!>> esclamai stupita, perché era un grillo assai bizzarro: aveva un papillon verde smeraldo lucido, lucido, un gilet verde ed una camicia bianca intonata al berretto bianco candido. Con un balzo saltò fuori dal fiore e mi disse:<<Nathàlia! Finalmente ti ho trovata! Erano giorni che ti cercavo! Ci servi, Nathàlia, servi a tutti noi!>> a quel punto diventai tutta rossa: me? Loro cercavano me? Ero confusa, mi sedetti per terra come se mi stessi per sentire male. Sentivo un buco dello stomaco, come se qualcuno me lo stesse perforando con un trapano:<<Aspetta, aspetta,aspetta! Calmati piccolo grillo…anzi no: Fa…Fa…Fausto?>> dissi io, cercando di leggere la minuscola targhetta appesa sul bavero della giacchetta; era molto agitato Fausto:saltellava da una parte all’altra cercando di raccontarmi perché avevano bisogno di me:<<Allora, è per questo che abbiamo bisogno di te!>> concluse orgoglioso:<<Quindi, se non ho capito male, c’è un regno abitato da elfi e fatine, il Re è uno gnomo e c’è Babbo Natale che ha ricoperto il regno di neve e vi si è trasferito perché è stanco di vivere al Polo Nord dato che non c’è nessuno? Ed IO dovrei far ritornare tutto come prima, grazie al mio potere?>> gli chiesi stupita:<<Vedo che hai capito! Allora, pronta?>> mi chiese il grillo:<<Pronta, per cosa?>> <<Per saltareeeeee!>> mi rispose Fausto, urlando a squarcia gola, e si tuffò nel fiore. A quel punto mi resi conto che forse stavo sognando, presi lo zaino e me ne andai per la mia strada. Non feci in tempo, però, a fare un passo che…:<<Aiuto! Sono più piccola, sono uno scricciolo! Grillo! Fausto!>> iniziai ad urlare; ero minuscola alta circa una spanna. Ad un certo punto, dal fiore spuntò Fausto che mi disse:<<Allora, vieni o no?>> che dovevo fare? Mi arrampica sul fiore e…SALTAI! Arrivai nel regno fatato e vidi che era tutto ricoperto di neve, allora, in un batter d’occhio, tesi il braccio verso l’alto e… tutto ridiventò verde. In quel preciso istante, arrivò un gigante, o almeno per me lo era, dal momento che ero uno scricciolo; lo guardai bene in volto e…scoprii che era Babbo Natale! <<Ba-Ba-Babbo N-Natale?>> balbettai io:<<Chi ha osato disturbarmi?>> tuonò Babbo Natale, allora presi coraggio, benché minuscola, ed urlai:<<Beccati questo!>> e lo colpii con una valanga di fiori, e lui fece lo stesso con me, ma con la neve. Era una battaglia all’ultimo sangue, verde e bianco si spingevano l’un l’atro, uno proveniva da Babbo Natale e l’altro da me, alla fine vinse lui, ma quando pensai di dover dire le mie ultime preghiere, il grillo mi lanciò una freccia dorata che a mia volta scagliai contro Babbo Natale; fu un istante: la mitica freccia squarciò un getto di neve che Babbo Natale stava scagliando su di me! Abbracciai il grillo che poi balzò sul pancione di Babbo Natale che si era seduto per terra e disse:<<Signor Natale? Tutto bene?>> Babbo Natale allora rispose:<<Scusatemi piccoletti non so cosa mi abbia preso! Non volevo farvi del male!>> e sprofondò in lacrime. Allora io andai da Babbo Natale e gli dissi che non doveva preoccuparsi. In quel preciso istante arrivò il Re Gnomo che, mi porse i suoi omaggi, e ordinò a Babbo Natale di andarsene,, e così quest’ ultimo prese la sua renna e iniziò ad avviarsi verso il Polo Nord prima mi disse:<<Nathàlia, tu…tu sei stata coraggiosissima e perciò ogni Natale ti donerò un regalo in più!!!>> io risposi:<< Grazie Babbo Natale e col viso velato dalle lacrime, Babbo Natale, saltò in groppa alla sua renna e tornò a casa. Tutto il popolo mi ringraziò e quella sera si fece un banchetto in mio onore. Quando tornai a casa, i miei genitori, erano arrabbiatissimi con me, ma allo stesso tempo felici di vedermi!
Beh questa è la mia storia:la mia avventura! Spero vi sia piaciuta!!!
UN CALDO ABBRACCIO,

                                                Nathàlia 

(Autrice:Gaia G.)

venerdì 14 febbraio 2014

Come tutti gli anni, l’arrivo di febbraio significa due cose: l’inverno che inizia a volgere al termine e l’arrivo della Festa degli Innamorati. E bisogna dire che in Inghilterra il San Valentine’s Day è una festa particolarmente sentita. Unico santo ad essere celebrato in Gran Bretagna, nei secoli San Valentino ha raccolto in questo Paese numerose tradizioni e leggende legate alla sua figura ed al 14 febbraio. Oltre all’ usanza, diffusa in moltissimi altri paesi nel mondo, di scambiarsi biglietti d’amore e cioccolatini, in Inghilterra il giorno di San Valentino si è soliti pubblicare sui giornali versi e parole d’amore indirizzati alla persona di cui si è innamorati. Un’altra tradizione è quella di intonare romantiche serenate. A cantarle sono sopratutto i bambini, che ricevono dagli adulti piccoli doni e dolcetti (e, a volte, anche piccole somme di denaro). Le giovani donne single, poi, si svegliano presto e restano vicino alla finestra a guardare le persone che passano: si dice, infatti, che il primo uomo che una donna non sposata vedrà il giorno di San Valentino, sarà il suo futuro marito.
Secondo una leggenda inglese, l’origine delle celebrazioni risale a molto tempo fa quando le creature del bosco, sentendo arrivare la primavera intorno alla metà di febbraio, iniziarono la stagione degli amori con corteggiamenti e dolci attenzioni. Le coppie di fidanzati decisero allora di scegliere quel periodo per scambiarsi regali e manifestazioni d’affetto ed elessero loro patrono San Valentino, il cui giorno ricorre appunto il 14 febbraio.

                                                                                                     -Silvia, Martina A., Martina P. Federica L.

martedì 11 febbraio 2014

Facebook : la guerra dei like

SPESSO non ce ne rendiamo conto, ma le nostre preferenze sui social network sono oro colato per la pubblicità. In particolare su Facebook, così come accade da ottobre anche su Google+: quando clicchiamo Mi piace sul profilo relativo a un marchio, un prodotto, un personaggio o qualsiasi altro soggetto che abbia aperto una cosiddetta "pagina fan" di fatto stiamo cedendo quel clic, e con esso il nostro nome e la nostra immagine, al social network. Da quel momento le nostre interazioni con quella pagina (commenti e condivisioni, per esempio) vengono sfruttate nelle inserzioni pubblicitarie, associate appunto al marchio da promuovere.

Dalle cosiddette Notizie sponsorizzate, che fanno irruzione nella bacheca, agli annunci veri e propri collocati in posizioni laterali, i nostri amici e noi stessi siamo continuamente parte di un puzzle di incroci per cui se risultiamo fra gli estimatori virtuali di quel famoso brand sportivo potremmo comparire sotto al suo logo o sotto alla foto dell’ultimo modello di scarpe da corsa come poco consapevoli testimonial.
Facebook rischia di finire di nuovo nei guai proprio a causa di questo meccanismo, fondamentale per i suoi bilanci. La piattaforma di Mark Zuckerberg è stata infatti citata in giudizio da un utente del Colorado, Anthony Ditirro, al tribunale di San Jose, in California: il suo nome sarebbe apparso in molte di queste  sponsorizzazioni del social network. Con un piccolo, inquietante particolare: Ditirro, che lo ha scoperto grazie a un amico, non avrebbe mai cliccato Like sulle pagine in questione. Insomma, si tratterebbe di annunci di fatto taroccati, con marchi associati a nomi di utenti che in realtà non figurano fra i fan dei profili in questione. Il caso ruota in particolare intorno alla pagina del popolarissimo quotidiano USA Today: l’utente, che invoca lo status di class action per la causa intentata e chiede 750 dollari per tutti quelli che possano provare un tale sistema ai propri danni, sostiene infatti di non aver mai cliccato Mi piace sulla pagina del tabloid. Dunque ritiene che il suo profilo sia stato manipolato, collegandolo a forza fra i fan di quel profilo.

Si tratta dell’ennesima grana per Menlo Park dopo le accuse di appena qualche giorno fa legate alla privacy: un’altra class action, stavolta mossa da due utenti dell’Arizona e dell’Oregon, nella quale si accusa il social di spiare le conversazioni private degli iscritti monitorando in particolare i link che questi si scambiano fra loro (per esempio quando ci si invia il collegamento esterno a un articolo, a un video o a una fotogallery). Obiettivo? Profilarli meglio e architettare inserzioni più redditizie per chi acquista pubblicità. Inoltre, l’estate scorsa Facebook ha pagato 20 milioni di dollari per risolvere un’altra causa collettiva legata al programma Sponsored Stories, proprio le Notizie sponsorizzate che vengono generate e pubblicate sulle bacheche degli amici quando un altro interagisce con una pagina, un’applicazione o un evento. In quel caso, però, non si parlava di Like fantasma, ma di utenti che non avevano autorizzato l’uso di nomi e foto negli annunci.

Non basta. La causa sui Like inesistenti usati nella pubblicità arriva proprio in una fase di rinnovamento per le strategie di Facebook in questo settore determinante. Il gruppo ha infatti annunciato che da aprile pensionerà le Notizie sponsorizzate mettendo però ancora di più l’accento sul contesto sociale delle inserzioni, senza per ora tradurre in soluzioni pubblicitarie concrete questa risoluzione. In molti sospettano che si tratti in realtà di un cambiamento molto di forma e poco di sostanza. D’altronde, secondo una recente ammissione dello stesso social in un documento intitolato Generating business results on
Facebook, i contenuti prodotti dai singoli marchi non serviranno a molto in futuro. Cosa c’è scritto dentro quell’analisi? Un’amara sorpresa, per chi contava sulle migliaia di amici accumulati negli anni per sostenere i propri affari e diffondere sempre di più il proprio marchio. Secondo Menlo Park chi amministra le pagine fan di questo tipo, per quanto possano essere eclatanti i contenuti che mette in circolazione, dovrà prendere sempre di più in considerazione l’idea di ricorrere alla distribuzione pagata "per massimizzare la prestazione del messaggio all’interno del news feed". Algoritmi modificati, insomma, per fare in modo che foto, video e post prodotti dai brand circolino meno e costringano gli amministratori a ricorrere ad inserzioni e annunci. Anche quelli in cui sembra poter precipitare chi si tiene a debita distanza dalle pagine fan.
Facebook è diventato il più grande social network del mondo, superando persino il suo concorrente MySpace, che in origine fu il primo social network online.

Tuttavia, ci sono molti pericoli che gli utenti di Facebook non sanno:
 
1.            FBI intercettazioni telefoniche
Alla luce dei terribili eventi dell’11 settembre, sono state avviate intercettazioni delle linee telefoniche e di alcune reti internet per assicurarsi che alcune persone non siano coinvolte in attività terroristiche. Pertanto, non si deve mai pubblicare nulla su Facebook che potrebbe essere ritenuto discutibile, anche solo per scherzo. Scherzare con la gente, sulla propria pagina Facebook, dire come si desidera saltare in aria o come fare fisicamente male a qualcuno, potrebbe essere usato a proprio discapito. Diverse fonti su MSN e Yahoo, sostengono che l'FBI possiede diversi account fittizi online e Facebook è il sito maggiormente tenuto sotto controllo.
Di conseguenza, se si ammette qualcosa di illegale ad un utente appena conosciuto su Facebook, quella persona potrebbe essere un agente dell'FBI e farvi pervenire un mandato d'arresto. Non è una buona idea raccontare molto sul proprio conto o usare l'umorismo, si potrebbe rischiare la galera.
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2.            Stalkers e pedofili
Non tutti gli utenti che conosciamo online sono in realtà chi dicono di essere. Questa è una cosa molto importante da ricordare. Facebook è stato originariamente progettato per tenersi in contatto con i propri amici ed è possibile aggiungere qualcuno conosciuto anche online. Certo, si può sempre risolvere il problema impostando il proprio profilo da pubblico a privato. In questo modo solo gli amici della propria pagina Facebook potranno vedere tutti i post. E' molto saggio aggiungere solo persone che si conoscono nella vita reale. Bisogna fare attenzione a non confidare nulla di specifico come il proprio indirizzo, nome e cognome perchè esistono molti pedofili anche su Facebook, e rivelando online qualcosa di molto specifico potrebbe portare una persona pericolosa a seguirti. Se si vuole mantenere la propria pagina di Facebook pubblica, perchè si vuole promuovere una pagina fan, allora va bene. Basta non dire nulla di troppo personale. Se si deve dare un indirizzo è meglio inviare un e-mail solo a persone fidate.
3.            Ladri e rapine
Per questo motivo non si dovrebbe mai mettere il proprio indirizzo completo o il nome su Facebook, in quanto rende solo più facile per ladri o malintenzionati scoprire dove si vive, monitorare l'abitazione e capire i momenti migliori per derubare.
E’ sempre possibile impostare il proprio account di Facebook da pubblico a privato al fine di evitare problemi.
Tuttavia, poiché molte persone usano Facebook per promuovere i propri eventi di beneficenza e / o gruppi, e potrebbe essere necessario dare informazioni specifiche sugli eventi, l'unico consiglio è solo quello di non dare il proprio indirizzo di casa o il nome completo.
4.            Non dire o pubblicare nulla che potrebbe essere usato contro di voi su Facebook.
Non si dovrebbe mai dire o pubblicare sulla propria bacheca qualcosa che vada contro il proprio lavoro poiché potrebbe capitare che il datore controlli le pagine Facebook dei propri dipendenti, in quel caso si potrebbe essere fraintesi e magari anche licenziati.
Naturalmente, si può sempre impostare il profilo privato in modo tale che i messaggi particolari potranno vederli soltanto i propri amici. In secondo luogo, se si è coinvolti in attività illegali come l'uso illecito di droghe, l'immigrazione illegale o qualsiasi altra cosa allora bisogna non comunicare nulla su Facebook.  
Essere su Facebook e parlare con i propri amici non dà il diritto di dire ciò che si vuole. Inoltre, se il profilo è pubblico, tutti possono vedere ciò che è stato pubblicato. Il consiglio migliore per dire qualcosa è l'utilizzo dell'instant messenger che Facebook fornisce. Normalmente la chat si trova in basso a destra della schermata Facebook, dopo aver eseguito l'accesso. Dalla finestra chat si possono vedere quali degli amici sono online e parlare con loro in privato.
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4.            Hackers
Non si dovrebbe mai lasciare un indizio memorizzato sul proprio profilo poiché gli hacker, i criminali informatici, sono soliti rubare le password degli utenti. Se si sceglie di avere un profilo pubblico bisogna stare ancora più attenti. Recuperare la password quando si dimentica, è molto semplice: bisogna rispondere ad una domanda impostata dall'utente che possiede quell'account, e sono molte le probabilità che un hacker indovini la risposta esatta e si intrufoli su un profilo non suo rubando l'identità di quell'utente.

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La speranza è che quanto detto non scoraggi la gente ad usare Facebook che può rivelarsi un sito eccezionale se utilizzato con attenzione e razionalità. Facebook non è solo un magnifico modo per fare nuove amicizie, ma è anche un ottimo posto per restare in contatto con quelle vecchie.

I pericoli che corriamo sul web

I pericoli che corriamo quando navighiamo su internet sono tantissimi, più di quanti pensiamo!    Prendiamo come esempio i più pericolosi....i social network: quando noi postiamo nostre foto, mettiamo informazioni sull'età o sul luogo in cui viviamo dobbiamo fare molta attenzione.  E non basta impostare il profilo visibile solo agli amici ... E se tra i tanti amici c'è qualche malintenzionato? Comunque non ci vorrebbe niente per un esperto a visualizzare un profilo anche se non ti è amico...   Inoltre è molto pericoloso per noi ragazzi, soprattutto negli ultimi tempi, in cui si sono sviluppate forme di cyberbullismo e non solo.Tutto quello che scriviamo potrebbe essere usato contro di noi da qualche persona non molto buona.   Perciò per aiutarci a capire meglio i pericoli che corriamo ci sono molti progetti e molte persone che hanno scritto libri e guide per i genitori.Un grande esempio è stato per me il progetto "Navigare sicuri" che l'anno scorso ci è stato presentato a scuola dalla Telecom proprio per questo. Abbiamo parlato di cyberbullismo con tanti ospiti e inoltre abbiamo votato per ciò che ci sembrava giusto fare, con dei telecomandini. Il fatto di interagire ci ha stimolati molto anche a dire la nostra e ci ha inoltre dato un grandioso insegnamento: come vediamo qualcosa che non va dobbiamo subito dirlo ai nostri genitori perchè loro sapranno benissimo come aiutarci.    Le 10 regole per navigare sicuri1. Tieni il tuo PC sempre protettoUsa gli aggiornamenti automatici per avere sempre l’ultima versione del software, soprattutto il sistema operativo e dei programmi che accedono a Internet. Attiva firewall, aggiorna regolarmente antivirus, antispam e antispyware.2. Colloca il PC nel cuore di casaIl PC collegato in rete deve essere al centro della vita familiare e conseguentemente posizionatoin bella vista in un luogo come il soggiorno o la cucina, e non nella camera dei ragazzi a loro esclusivo uso.3. Dati personali da maneggiare con curaPrima di inserire informazioni personali su Internet assicurati che il sito sia fidato e controlla che siano presenti i segni che indicano la sicurezza della crittografia della pagina (la scritta https nell’indirizzo e il segno del lucchetto), che la rende illeggibile se non a mittente e destinatario.4. Crea password forti e tienile al sicuroPresta attenzione che siano lunghe almeno otto caratteri, contenenti maiuscole e minuscole, numeri e simboli. Cerca di non usare la stessa password per siti diversi.5. Prima di fare clic, usa la testaQuando ricevi un’email con un link o un allegato sconosciuto, controlla bene prima di aprirlo: potrebbe essere un trucco. Se non conosci chi te lo ha inviato ignoralo e cancella il messaggio, ma attento che alcuni malware usano le credenzialidi un contatto che conosci per propagare questi oggetti a sua insaputa.6. Non comunicare dati personali via e-mail o chatCognome, nome, indirizzo di casa o della scuola, numero di telefono, foto, età sono informazioni da non comunicare in risposta a un messaggio e-mail o in chat.7. Fai attenzione alle truffeMessaggi allarmistici, richieste disperate d’aiuto, segnalazioni di virus, offerte imperdibili, richieste di dati personali “per aggiornare il tuo account” sono trucchi spesso usati da malintenzionati. Attenzione a non cascarci!8. Pensa bene a quello che pubblichi su InternetFoto, messaggi e conversazioni possono essere viste anche da sconosciuti. Non pubblicare nulla che consideri personale o riservato. Abituati all’idea che potenzialmente potresti non avere il pieno controllo di ciò che pubblichi.9. Osserva la “netiquette”Bisogna essere educati nella vita virtuale comelo si è nella vita reale. La netiquette è un insiemedi regole da seguire online sui social network, nei forum, nelle community: leggi il regolamento del sito in cui ti trovi; non insultare o mettere in cattiva luce nessuno; non pubblicare messaggi privati di altre persone.10. Le situazioni spiacevoli vanno condivise e segnalateIn caso di dubbi o situazioni di disagio vissute davanti allo schermo del PC fai in modo che i ragazzi ne parlino con gli adulti - condividere e segnare eventuali ‘abusi’ sul nascere è fondamentale. Sarete poi voi adulti a valutare se coinvolgere gli organi di Polizia preposti.                                                                                     il gruppo news e cronaca =) Martina M.,Alessandra,Letizia,Roberto                                                        

lunedì 3 febbraio 2014

Il drago e la principessa

Ciao, io sono Gabri, un piccolo elfo magico. Ho una piccola statura, infatti sono più alto di tre mele, ma sono molto potente. La mia missione è aiutare gli altri, infatti questa volta vi racconterò come ho aiutato i poveri folletti sulla montagna a riprendersi la loro principessa ed il loro tesoro. Il loro tesoro e la loro principessa erano stati presi da un grande drago, alto quasi come due alberi, era di un colore rosso fuoco e dalle narici, quando starnutiva, gli usciva una vampata di fuoco. Quindi io ed altri due guardie ci mettemmo alla ricerca del loro tesoro e della loro principessa. Dopo aver cercato su qualche libro trovammo il nome del drago “Feurocisraptor” e che viveva sulla montagna più alta della valle chiamata “La Montagna Nera”. Il lunedì seguente ci mettemmo in viaggio, portammo con noi delle provviste, e sul primo prato che trovammo le mangiammo tutte; noi elfi, se mangiamo qualcosa, lo accumuliamo sia per il giorno stesso, sia per il giorno dopo; quindi, se avevamo mangiato tante provviste nello stesso giorno le avremmo accumulate per tutto il viaggio. Le montagne nella nostra valle erano cinque, noi eravamo arrivati solo alla terza. Per fortuna, sempre sulla terza montagna, trovammo una rondine parlante che ci disse che se avessimo superato una prova ci avrebbe aiutato. La prova consisteva nel trovare una moneta d’ oro nascosta dalla rondine, per aiutarci il volatile ci avrebbe dato una mappa, infatti capimmo subito dov’ era la moneta e camminammo per circa dieci minuti. La vedemmo dentro un cespuglio, la prendemmo e la riportammo subito alla rondine. Quando la vide disse che ci avrebbe portati fino alla quinta montagna. Salimmo sulla rondine che ci portò lì. Arrivati sulla vetta della montagna vedemmo subito la tana del drago… Quindi entrammo nella caverna e vedemmo subito la principessa in una gabbia ed il tesoro. Poi vedemmo il drago che si lanciò subito verso di noi… Tutti e tre tirammo fuori le spade, in modo che appena il drago ci tocco, finì infilzato nelle spade. Il drago era più inferocito che mai, così decidemmo che mentre il drago era distratto con gli altri due… Io sarei dovuto salire sulla sua testa ed ucciderlo… Salvando la principessa ed il tesoro. Poi tornammo al villaggio e la mia missione fu completa.

Alla scoperta di qualcosa di grande


Ecco a voi uno dei testi della 2C di antologia... Buona lettura!

"Ciao, sono Hippi
Vivo su Nettuno, i miei genitori sono morti quando ero piccola e mi ha accudita la bibliotecaria del paese, amica di mia madre. Non ho molto da fare qui. I miei passatempi sono leggere e sognare.
Sogno di scoprire il mondo degli umani. Qui loro sono visti come del mostri per via del loro aspetto; io, però, ho letto dei libri su di loro e dalle immagini non sembrano così brutti, anche se ci sono molte differenze fisiche tra noi e loro.
Noi abbiamo grandi teste allungate, occhi piccoli e totalmente neri, respiriamo grazie a delle alette poste sul collo. La nostra pelle è bianca con dei riflessi di polvere di stelle. Ognuno di noi ha una stella che lo protegge e veglia sul protetto ed esaudisce ogni desiderio.
Recentemente ho esplorato più a fondo la nostra biblioteca e ho scoperto una zona “proibita”. Lì c’erano libri sugli umani. Uno mi ha colpita immediatamente: parlava dell’amicizia ed era scritto da un certo Alberoni, la frase più bella era “nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà come l’amicizia”.
Che cos’è questa amicizia? Wow! Amo sempre di più gli umani! Chissà come si raggiunge quel pianeta!?! Ho sentito al “corriere della Sfera” che gli studiosi hanno scoperto un passaggio che permette di vedere la vita negli altri pianeti della via lattea, senza però comparirvi in forma materiale. Tutto ciò grazie alle stelle. Così mi sono catapultata nel reparto “stelle & co.” della biblioteca e ho iniziato a studiare e a fare dei calcoli.
Dopo due giorni ho iniziato a fare esperimenti. Provavo giorno, dopo giorno, dopo giorno, ma niente! Stavo per perdere la speranza, così ho preso ciò che avevo creato e l’ho scaraventato contro il muro e lì si è aperta una finestra sul mondo umano. Vedevo un parco verde immenso con due ragazze che parlavano con un sorriso stampato sul viso: era una sensazione magica e mi sentivo felice per loro, sembravano sorelle.

Erano loro le amiche. Ho iniziato a esplorare la città dal mio schermo come se fosse un (come lo chiamano gli umani) tablet. Ho trovato un altro gruppo di ragazzi amici tra loro, ma non era una amicizia bella come quella delle ragazze: una parte dei ragazzi deridevano i passanti con le persone deboli e gli altri due o tre del gruppo erano tristi, con le lacrime agli occhi per il barbaro modo con cui trattavano la gente comune ma non ostante questo gli seguivano. Ho esplorato ancora e ho rivisto quelle due amiche litigare. Mi ha preso un tonfo al cuore. Che brutto vedere due persone così unite litigare in quella maniera. A quel punto il portale si è chiuso. Ho tentato di riaprirlo, ma non ci sono riuscita. Ho pianto come una fontana. Quando finalmente ho smesso ho fatto la scoperta più sensazionale della mia vita, ma che avrei tenuto per me: l’amicizia è un cosa magica e bellissima, ma, per essere così, ha bisogno di un rapporto basato sulla fiducia e sulla giusta dose di indipendenza l’uno dall’altro."