Eravamo in pochi. Dopo la battaglia alla baia, dove abbiamo perso,
eravamo in cinque: l’elfo Julius Tubero, il mezzelfo Sennar, il centauro Polledro, la sua compagna
Cavallina e io, Ronius, Figlio dei Draghi. Sono del tutto umano, con capelli
castani, occhi verdi, spalle molto larghe e delle possenti ali di drago.
All’inizio ero normale, poi sono stato morso da un drago mutaforme e sono
spuntate le ali. Non sapevamo dove andare. Pensammo quindi di controllare la
Mappa degli Antichi. Poggiammo sopra la carta del regno e lanciammo le
trottole: quella del fuoco si fermò sul vulcano, quella dell’acqua nell’oceano
e quella della natura sul vulcano. Fummo tutti d’accordo: dovevamo andare al
vulcano. Julius e Sennar salirono in groppa a Polledro e Cavallina; io mi misi
subito in volo e ogni tanto, per evitare che di sotto si perdessero, lanciavo
qualche fiammata, altra mia capacità, perfettamente visibile nel cielo
notturno. Giungemmo al vulcano all’alba, ma non sapevamo ancora dove andare.
Prendemmo la Mappa e la carta del vulcano: le trottole si posizionarono in tre
posti diversi: nel cratere, a valle e sul pendio. Polledro e Tubero andarono
sul pendio, Cavallina e Sennar proseguirono a valle e io raggiunsi il cratere.
Più in basso iniziarono a scavare, mentre io mi buttavo nella lava bollente, ma
non sentì nulla, né caldo, né freddo. Mi spostai lungo il camino vulcanico e in
fondo, vidi una specie di anello … Poi lo riconobbi: era l’anello della fiamma
fredda e, se lo avessi fatto uscire dalla lava, mi sarei bruciato. Allora lo
portai il più possibile in superficie e chiamai Sennar, ch’era anche mago e
dissi:-Ho trovato l’anello della fiamma fredda e ho bisogno di te per estrarlo;
mi aiuteresti? e con una forza immensa lo estrapolò; tornati a valle mi
riferirono le scoperte: avevano trovato gli anelli del fuoco, dell’acqua, della
natura e la trottola del fuoco freddo. Nuova destinazione: baia a combattere;
indossammo tutti un anello, tutti tranne Polledro; combattemmo duramente e ad
aiutarci vennero gli spiriti del fuoco freddo. Vincemmo per un soffio e
riuscimmo a penetrare nella Rocca del Tiranno. In un anfratto trovammo anello e
trottola dell’elettricità. All’ultimo piano trovammo una porta nera; non
provammo neanche a toccarla. Puntammo gli anelli e dopo un mese cedette. Subito
dietro incontrammo il Tiranno, indebolito per aver reso per lui la porta. Lo
stordimmo e sulla scrivania trovammo trottole e anelli della vita e della
morte. Erano protetti da un maleficio come la porta, che però dopo un minuto fu
sciolto. Presi gli oggetti, scagliammo le trottole verso il Tiranno, puntammo
gli anelli, uscì lo Spirito Originale, grazie al quale sconfiggendo
definitivamente il Tiranno, liberando il regno da un pericolo incombente.
(Autore: Emanuele T.)
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domenica 16 febbraio 2014
La solitudine di Babbo Natale
SALVE A TUTTI! Io sono Nathàlia:una graziosa ragazzina di
12 anni; alta magra come un chiodo, con i capelli ricci e rossi, molto lunghi.
Adoro i miei capelli, soprattutto una ciocca VERDE che
ho sin dalla nascita. Perché ho una ciocca verde? Beh molto semplice:possiedo
un potere molto raro! E’ proprio di questo che parleremo oggi; voglio
raccontarvi la mia avventura:… Era un sabato mattina e tutto andava a
meraviglia: gli uccellini cinguettavano allegri nel giardino, la mamma
preparava pancake in cucina ed io e papà ci affrettavamo ad andare nel
soggiorno. Dopo aver gustato i soffici pancake, mi infilai il cappotto, salutai
la mamma ed il papà e corsi verso scuola. Forse non ve l’ho detto, ma il mio
potere consiste nel trasformare tutto ciò che tocco in fiori, farfalle, prati e
alberi da frutto. Proprio quel giorno sentii una vocina tenera, ma allo stesso
tempo ambigua, che proveniva da uno dei fantastici fiorellini, ne colsi uno
dopo l’atro e poi, dopo 10 lunghi minuti di ricerca, trovai il fiore “parlante”,
ci guardai dentro e vidi solo un piccolo grillo; stetti per buttarlo via,
quando la vocina si fece più acuta e mi chiamò:<<Nathàlia! Nathàlia!
Fermati!>> a quel punto riprese il fiorellino e ci guardai
dentro:<<Sì, piccolo grillo!>> esclamai stupita, perché era un
grillo assai bizzarro: aveva un papillon verde smeraldo lucido, lucido, un
gilet verde ed una camicia bianca intonata al berretto bianco candido. Con un
balzo saltò fuori dal fiore e mi disse:<<Nathàlia! Finalmente ti ho
trovata! Erano giorni che ti cercavo! Ci servi, Nathàlia, servi a tutti
noi!>> a quel punto diventai tutta rossa: me? Loro cercavano me? Ero
confusa, mi sedetti per terra come se mi stessi per sentire male. Sentivo un
buco dello stomaco, come se qualcuno me lo stesse perforando con un
trapano:<<Aspetta, aspetta,aspetta! Calmati piccolo grillo…anzi no:
Fa…Fa…Fausto?>> dissi io, cercando di leggere la minuscola targhetta
appesa sul bavero della giacchetta; era molto agitato Fausto:saltellava da una
parte all’altra cercando di raccontarmi perché avevano bisogno di
me:<<Allora, è per questo che abbiamo bisogno di te!>> concluse
orgoglioso:<<Quindi, se non ho capito male, c’è un regno abitato da elfi
e fatine, il Re è uno gnomo e c’è Babbo Natale che ha ricoperto il regno di neve
e vi si è trasferito perché è stanco di vivere al Polo Nord dato che non c’è
nessuno? Ed IO dovrei far ritornare tutto come prima, grazie al mio
potere?>> gli chiesi stupita:<<Vedo che hai capito! Allora,
pronta?>> mi chiese il grillo:<<Pronta, per cosa?>>
<<Per saltareeeeee!>> mi rispose Fausto, urlando a squarcia gola, e
si tuffò nel fiore. A quel punto mi resi conto che forse stavo sognando, presi
lo zaino e me ne andai per la mia strada. Non feci in tempo, però, a fare un
passo che…:<<Aiuto! Sono più piccola, sono uno scricciolo! Grillo!
Fausto!>> iniziai ad urlare; ero minuscola alta circa una spanna. Ad un
certo punto, dal fiore spuntò Fausto che mi disse:<<Allora, vieni o
no?>> che dovevo fare? Mi arrampica sul fiore e…SALTAI! Arrivai nel regno
fatato e vidi che era tutto ricoperto di neve, allora, in un batter d’occhio,
tesi il braccio verso l’alto e… tutto ridiventò verde. In quel preciso istante,
arrivò un gigante, o almeno per me lo era, dal momento che ero uno scricciolo;
lo guardai bene in volto e…scoprii che era Babbo Natale! <<Ba-Ba-Babbo
N-Natale?>> balbettai io:<<Chi ha osato disturbarmi?>> tuonò
Babbo Natale, allora presi coraggio, benché minuscola, ed urlai:<<Beccati
questo!>> e lo colpii con una valanga di fiori, e lui fece lo stesso con
me, ma con la neve. Era una battaglia all’ultimo sangue, verde e bianco si
spingevano l’un l’atro, uno proveniva da Babbo Natale e l’altro da me, alla
fine vinse lui, ma quando pensai di dover dire le mie ultime preghiere, il
grillo mi lanciò una freccia dorata che a mia volta scagliai contro Babbo
Natale; fu un istante: la mitica freccia squarciò un getto di neve che Babbo
Natale stava scagliando su di me! Abbracciai il grillo che poi balzò sul
pancione di Babbo Natale che si era seduto per terra e disse:<<Signor
Natale? Tutto bene?>> Babbo Natale allora rispose:<<Scusatemi
piccoletti non so cosa mi abbia preso! Non volevo farvi del male!>> e
sprofondò in lacrime. Allora io andai da Babbo Natale e gli dissi che non
doveva preoccuparsi. In quel preciso istante arrivò il Re Gnomo che, mi porse i
suoi omaggi, e ordinò a Babbo Natale di andarsene,, e così quest’ ultimo prese
la sua renna e iniziò ad avviarsi verso il Polo Nord prima mi
disse:<<Nathàlia, tu…tu sei stata coraggiosissima e perciò ogni Natale ti
donerò un regalo in più!!!>> io risposi:<< Grazie Babbo Natale e
col viso velato dalle lacrime, Babbo Natale, saltò in groppa alla sua renna e
tornò a casa. Tutto il popolo mi ringraziò e quella sera si fece un banchetto
in mio onore. Quando tornai a casa, i miei genitori, erano arrabbiatissimi con
me, ma allo stesso tempo felici di vedermi!
Beh questa è la mia storia:la mia avventura! Spero vi sia
piaciuta!!!
UN CALDO ABBRACCIO,
Nathàlia
(Autrice:Gaia G.)
venerdì 14 febbraio 2014
Come tutti gli anni, l’arrivo di febbraio significa due cose: l’inverno che inizia a volgere al termine e l’arrivo della Festa degli Innamorati. E bisogna dire che in Inghilterra il San Valentine’s Day è una festa particolarmente sentita. Unico santo ad essere celebrato in Gran Bretagna, nei secoli San Valentino ha raccolto in questo Paese numerose tradizioni e leggende legate alla sua figura ed al 14 febbraio. Oltre all’ usanza, diffusa in moltissimi altri paesi nel mondo, di scambiarsi biglietti d’amore e cioccolatini, in Inghilterra il giorno di San Valentino si è soliti pubblicare sui giornali versi e parole d’amore indirizzati alla persona di cui si è innamorati. Un’altra tradizione è quella di intonare romantiche serenate. A cantarle sono sopratutto i bambini, che ricevono dagli adulti piccoli doni e dolcetti (e, a volte, anche piccole somme di denaro). Le giovani donne single, poi, si svegliano presto e restano vicino alla finestra a guardare le persone che passano: si dice, infatti, che il primo uomo che una donna non sposata vedrà il giorno di San Valentino, sarà il suo futuro marito.
Secondo una leggenda inglese, l’origine delle celebrazioni risale a molto tempo fa quando le creature del bosco, sentendo arrivare la primavera intorno alla metà di febbraio, iniziarono la stagione degli amori con corteggiamenti e dolci attenzioni. Le coppie di fidanzati decisero allora di scegliere quel periodo per scambiarsi regali e manifestazioni d’affetto ed elessero loro patrono San Valentino, il cui giorno ricorre appunto il 14 febbraio.
-Silvia, Martina A., Martina P. Federica L.
Secondo una leggenda inglese, l’origine delle celebrazioni risale a molto tempo fa quando le creature del bosco, sentendo arrivare la primavera intorno alla metà di febbraio, iniziarono la stagione degli amori con corteggiamenti e dolci attenzioni. Le coppie di fidanzati decisero allora di scegliere quel periodo per scambiarsi regali e manifestazioni d’affetto ed elessero loro patrono San Valentino, il cui giorno ricorre appunto il 14 febbraio.
-Silvia, Martina A., Martina P. Federica L.
martedì 11 febbraio 2014
Facebook : la guerra dei like

SPESSO non ce ne rendiamo conto, ma
le nostre preferenze sui social network sono oro colato per la pubblicità. In
particolare su Facebook, così come accade da ottobre anche su Google+: quando
clicchiamo Mi piace sul profilo relativo a un marchio, un prodotto, un
personaggio o qualsiasi altro soggetto che abbia aperto una cosiddetta
"pagina fan" di fatto stiamo cedendo quel clic, e con esso il nostro
nome e la nostra immagine, al social network. Da quel momento le nostre
interazioni con quella pagina (commenti e condivisioni, per esempio) vengono
sfruttate nelle inserzioni pubblicitarie, associate appunto al marchio da
promuovere.
Dalle cosiddette Notizie sponsorizzate, che fanno
irruzione nella bacheca, agli annunci veri e propri collocati in posizioni
laterali, i nostri amici e noi stessi siamo continuamente parte di un puzzle di
incroci per cui se risultiamo fra gli estimatori virtuali di quel famoso brand
sportivo potremmo comparire sotto al suo logo o sotto alla foto dell’ultimo
modello di scarpe da corsa come poco consapevoli testimonial.
Facebook rischia di finire di nuovo
nei guai proprio a causa di questo meccanismo, fondamentale per i suoi bilanci.
La piattaforma di Mark Zuckerberg è stata infatti citata in giudizio da un
utente del Colorado, Anthony Ditirro, al tribunale di San Jose, in California:
il suo nome sarebbe apparso in molte di queste sponsorizzazioni del
social network. Con un piccolo, inquietante particolare: Ditirro, che lo ha
scoperto grazie a un amico, non avrebbe mai cliccato Like sulle pagine in
questione. Insomma, si tratterebbe di annunci di fatto taroccati, con marchi
associati a nomi di utenti che in realtà non figurano fra i fan dei profili in
questione. Il caso ruota in particolare intorno alla pagina del popolarissimo
quotidiano USA Today: l’utente, che invoca lo status di class action per la
causa intentata e chiede 750 dollari per tutti quelli che possano provare un
tale sistema ai propri danni, sostiene infatti di non aver mai cliccato Mi
piace sulla pagina del tabloid. Dunque ritiene che il suo profilo sia stato
manipolato, collegandolo a forza fra i fan di quel profilo.
Si tratta dell’ennesima grana per Menlo
Park dopo le accuse di appena qualche giorno fa legate alla privacy: un’altra
class action, stavolta mossa da due utenti dell’Arizona e dell’Oregon, nella
quale si accusa il social di spiare le conversazioni private degli iscritti
monitorando in particolare i link che questi si scambiano fra loro (per esempio
quando ci si invia il collegamento esterno a un articolo, a un video o a una
fotogallery). Obiettivo? Profilarli meglio e architettare inserzioni più
redditizie per chi acquista pubblicità. Inoltre, l’estate scorsa Facebook ha
pagato 20 milioni di dollari per risolvere un’altra causa collettiva legata al
programma Sponsored Stories, proprio le Notizie sponsorizzate che vengono
generate e pubblicate sulle bacheche degli amici quando un altro interagisce
con una pagina, un’applicazione o un evento. In quel caso, però, non si parlava
di Like fantasma, ma di utenti che non avevano autorizzato l’uso di nomi e foto
negli annunci.
Non basta. La causa sui Like
inesistenti usati nella pubblicità arriva proprio in una fase di rinnovamento
per le strategie di Facebook in questo settore determinante. Il gruppo ha
infatti annunciato che da aprile pensionerà le Notizie sponsorizzate mettendo
però ancora di più l’accento sul contesto sociale delle inserzioni, senza per
ora tradurre in soluzioni pubblicitarie concrete questa risoluzione. In molti
sospettano che si tratti in realtà di un cambiamento molto di forma e poco di
sostanza. D’altronde, secondo una recente ammissione dello stesso social in un
documento intitolato Generating business results on
Facebook, i contenuti prodotti dai singoli marchi non serviranno a molto
in futuro. Cosa c’è scritto dentro quell’analisi? Un’amara sorpresa, per chi
contava sulle migliaia di amici accumulati negli anni per sostenere i propri
affari e diffondere sempre di più il proprio marchio. Secondo Menlo Park chi
amministra le pagine fan di questo tipo, per quanto possano essere eclatanti i
contenuti che mette in circolazione, dovrà prendere sempre di più in
considerazione l’idea di ricorrere alla distribuzione pagata "per
massimizzare la prestazione del messaggio all’interno del news feed".
Algoritmi modificati, insomma, per fare in modo che foto, video e post prodotti
dai brand circolino meno e costringano gli amministratori a ricorrere ad
inserzioni e annunci. Anche quelli in cui sembra poter precipitare chi si tiene
a debita distanza dalle pagine fan.
Facebook
è diventato il più grande social
network del mondo, superando persino il suo concorrente MySpace, che
in origine fu il primo social network online.
Tuttavia, ci sono
molti pericoli che gli utenti di Facebook non sanno:
1.
FBI intercettazioni
telefoniche
Alla
luce dei terribili eventi dell’11 settembre, sono state avviate intercettazioni
delle linee telefoniche e di alcune reti internet per
assicurarsi che alcune persone non siano coinvolte in attività terroristiche.
Pertanto, non si deve mai pubblicare nulla su Facebook che
potrebbe essere ritenuto discutibile, anche solo per scherzo. Scherzare con la
gente, sulla propria pagina Facebook, dire come si desidera saltare in aria o
come fare fisicamente male a qualcuno, potrebbe essere usato a proprio
discapito. Diverse fonti su MSN e Yahoo, sostengono che l'FBI possiede diversi
account fittizi online e Facebook è il sito maggiormente tenuto sotto
controllo.
Di conseguenza, se si ammette qualcosa di illegale ad un utente
appena conosciuto su Facebook, quella persona potrebbe essere un agente
dell'FBI e farvi pervenire un mandato d'arresto. Non è una buona idea
raccontare molto sul proprio conto o usare l'umorismo, si potrebbe rischiare
la galera.

2.
Stalkers e pedofili
Non
tutti gli utenti che conosciamo online sono in realtà chi dicono di essere.
Questa è una cosa molto importante da ricordare. Facebook è stato
originariamente progettato per tenersi in contatto con i propri amici ed è
possibile aggiungere qualcuno conosciuto anche online. Certo, si può sempre
risolvere il problema impostando il proprio profilo da pubblico a privato.
In questo modo solo gli amici della propria pagina Facebook potranno
vedere tutti i post. E' molto saggio aggiungere solo persone che si conoscono
nella vita reale. Bisogna fare attenzione a non confidare nulla
di specifico come il proprio indirizzo, nome e cognome perchè
esistono molti pedofili anche su Facebook, e rivelando online qualcosa di molto
specifico potrebbe portare una persona pericolosa a seguirti. Se si vuole
mantenere la propria pagina di Facebook pubblica, perchè si vuole promuovere
una pagina fan, allora va bene. Basta non dire nulla di troppo personale. Se si
deve dare un indirizzo è meglio inviare un e-mail solo a persone fidate.

3.
Ladri e rapine
Per
questo motivo non si dovrebbe mai mettere il proprio indirizzo completo o il
nome su Facebook, in quanto rende solo più facile per ladri o malintenzionati
scoprire dove si vive, monitorare l'abitazione e capire i momenti migliori
per derubare.
E’ sempre possibile impostare il proprio account di
Facebook da pubblico a privato al fine di evitare problemi.
Tuttavia,
poiché molte persone usano Facebook per promuovere i propri eventi di
beneficenza e / o gruppi, e potrebbe essere necessario dare informazioni
specifiche sugli eventi, l'unico consiglio è solo quello di non dare il
proprio indirizzo di casa o il nome completo.

4.
Non dire o pubblicare
nulla che potrebbe essere usato contro di voi su Facebook.
Non
si dovrebbe mai dire o pubblicare sulla propria bacheca qualcosa che vada
contro il proprio lavoro poiché potrebbe
capitare che il datore controlli le pagine Facebook dei propri
dipendenti, in quel caso si potrebbe essere fraintesi e magari anche licenziati.
Naturalmente,
si può sempre impostare il profilo privato in modo tale che i messaggi
particolari potranno vederli soltanto i propri amici. In secondo luogo,
se si è coinvolti in attività illegali come l'uso illecito di droghe,
l'immigrazione illegale o qualsiasi altra cosa allora bisogna non comunicare
nulla su Facebook.
Essere su Facebook e parlare con i propri
amici non dà il diritto di dire ciò che si vuole. Inoltre, se il profilo è
pubblico, tutti possono vedere ciò che è stato pubblicato. Il consiglio
migliore per dire qualcosa è l'utilizzo dell'instant messenger che
Facebook fornisce. Normalmente la chat si trova in basso a destra della
schermata Facebook, dopo aver eseguito l'accesso. Dalla finestra chat si
possono vedere quali degli amici sono online e parlare con loro in
privato.

4.
Hackers
Non
si dovrebbe mai lasciare un indizio memorizzato sul proprio profilo poiché
gli hacker, i criminali informatici, sono soliti rubare le password
degli utenti. Se si sceglie di avere un profilo pubblico bisogna stare ancora
più attenti. Recuperare la password quando si dimentica, è molto
semplice: bisogna rispondere ad una domanda impostata dall'utente che
possiede quell'account, e sono molte le probabilità che un hacker indovini
la risposta esatta e si intrufoli su un profilo non suo rubando
l'identità di quell'utente.
La
speranza è che quanto detto non scoraggi la gente ad usare Facebook
che può rivelarsi un sito eccezionale se utilizzato con attenzione e
razionalità. Facebook non è solo un magnifico modo per fare nuove
amicizie, ma è anche un ottimo posto per restare in contatto con
quelle vecchie.I pericoli che corriamo sul web
I
pericoli che corriamo quando navighiamo su internet sono tantissimi, più di
quanti pensiamo! Prendiamo come
esempio i più pericolosi....i social network: quando noi postiamo nostre foto,
mettiamo informazioni sull'età o sul luogo in cui viviamo dobbiamo fare molta
attenzione. E non basta impostare il
profilo visibile solo agli amici ... E se tra i tanti amici c'è qualche
malintenzionato? Comunque non ci vorrebbe niente per un esperto a visualizzare
un profilo anche se non ti è amico...
Inoltre è molto pericoloso per noi ragazzi, soprattutto negli ultimi
tempi, in cui si sono sviluppate forme di cyberbullismo e non solo.Tutto
quello che scriviamo potrebbe essere usato contro di noi da qualche persona non
molto buona. Perciò per aiutarci a
capire meglio i pericoli che corriamo ci sono molti progetti e molte persone
che hanno scritto libri e guide per i genitori.Un
grande esempio è stato per me il progetto "Navigare sicuri" che
l'anno scorso ci è stato presentato a scuola dalla Telecom proprio per questo.
Abbiamo parlato di cyberbullismo con tanti ospiti e inoltre abbiamo votato per
ciò che ci sembrava giusto fare, con dei telecomandini. Il fatto di interagire
ci ha stimolati molto anche a dire la nostra e ci ha inoltre dato un grandioso
insegnamento: come vediamo qualcosa che non va dobbiamo subito dirlo ai nostri
genitori perchè loro sapranno benissimo come aiutarci. Le
10 regole per navigare sicuri1. Tieni il tuo PC sempre protettoUsa
gli aggiornamenti automatici per avere sempre l’ultima versione del software,
soprattutto il sistema operativo e dei programmi che accedono a Internet.
Attiva firewall, aggiorna regolarmente antivirus, antispam e antispyware.2. Colloca il PC nel cuore di casaIl
PC collegato in rete deve essere al centro della vita familiare e
conseguentemente posizionatoin
bella vista in un luogo come il soggiorno o la cucina, e non nella camera dei
ragazzi a loro esclusivo uso.3.
Dati personali da maneggiare con curaPrima
di inserire informazioni personali su Internet assicurati che il sito sia
fidato e controlla che siano presenti i segni che indicano la sicurezza della
crittografia della pagina (la scritta https nell’indirizzo e il segno del
lucchetto), che la rende illeggibile se non a mittente e destinatario.4.
Crea password forti e tienile al sicuroPresta
attenzione che siano lunghe almeno otto caratteri, contenenti maiuscole e
minuscole, numeri e simboli. Cerca di non usare la stessa password per siti
diversi.5.
Prima di fare clic, usa la testaQuando
ricevi un’email con un link o un allegato sconosciuto, controlla bene prima di
aprirlo: potrebbe essere un trucco. Se non conosci chi te lo ha inviato
ignoralo e cancella il messaggio, ma attento che alcuni malware usano le
credenzialidi
un contatto che conosci per propagare questi oggetti a sua insaputa.6.
Non comunicare dati personali via e-mail o chatCognome,
nome, indirizzo di casa o della scuola, numero di telefono, foto, età sono informazioni
da non comunicare in risposta a un messaggio e-mail o in chat.7.
Fai attenzione alle truffeMessaggi
allarmistici, richieste disperate d’aiuto, segnalazioni di virus, offerte
imperdibili, richieste di dati personali “per aggiornare il tuo account” sono
trucchi spesso usati da malintenzionati. Attenzione a non cascarci!8.
Pensa bene a quello che pubblichi su InternetFoto,
messaggi e conversazioni possono essere viste anche da sconosciuti. Non
pubblicare nulla che consideri personale o riservato. Abituati all’idea che
potenzialmente potresti non avere il pieno controllo di ciò che pubblichi.9. Osserva la “netiquette”Bisogna
essere educati nella vita virtuale comelo
si è nella vita reale. La netiquette è un insiemedi
regole da seguire online sui social network, nei forum, nelle community: leggi
il regolamento del sito in cui ti trovi; non insultare o mettere in cattiva
luce nessuno; non pubblicare messaggi privati di altre persone.10.
Le situazioni spiacevoli vanno condivise e segnalateIn
caso di dubbi o situazioni di disagio vissute davanti allo schermo del PC fai
in modo che i ragazzi ne parlino con gli adulti - condividere e segnare
eventuali ‘abusi’ sul nascere è fondamentale. Sarete poi voi adulti
a valutare se coinvolgere gli organi di Polizia preposti. il gruppo news e cronaca =) Martina M.,Alessandra,Letizia,Roberto
lunedì 3 febbraio 2014
Il drago e la principessa
Ciao, io sono Gabri, un piccolo elfo
magico. Ho una piccola statura, infatti sono più alto di tre mele, ma sono
molto potente. La mia missione è aiutare gli altri, infatti questa volta vi
racconterò come ho aiutato i poveri folletti sulla montagna a riprendersi la
loro principessa ed il loro tesoro. Il loro tesoro e la loro principessa erano stati presi da un
grande drago, alto quasi come due alberi, era di un colore rosso fuoco e dalle
narici, quando starnutiva, gli usciva una vampata di fuoco. Quindi io ed altri
due guardie ci mettemmo alla ricerca del loro tesoro e della loro principessa. Dopo
aver cercato su qualche libro trovammo il nome del drago “Feurocisraptor” e che
viveva sulla montagna più alta della valle chiamata “La Montagna Nera”. Il
lunedì seguente ci mettemmo in viaggio, portammo con noi delle provviste, e sul
primo prato che trovammo le mangiammo tutte; noi elfi, se mangiamo qualcosa, lo
accumuliamo sia per il giorno stesso, sia per il giorno dopo; quindi, se avevamo
mangiato tante provviste nello stesso giorno le avremmo accumulate per tutto il
viaggio. Le montagne nella nostra valle erano cinque, noi eravamo arrivati solo
alla terza. Per fortuna, sempre sulla terza montagna, trovammo una rondine
parlante che ci disse che se avessimo superato una prova ci avrebbe aiutato. La
prova consisteva nel trovare una moneta d’ oro nascosta dalla rondine, per
aiutarci il volatile ci avrebbe dato una mappa, infatti capimmo subito dov’ era
la moneta e camminammo per circa dieci minuti. La vedemmo dentro un cespuglio,
la prendemmo e la riportammo subito alla rondine. Quando la vide disse che ci
avrebbe portati fino alla quinta montagna. Salimmo sulla rondine che ci portò
lì. Arrivati sulla vetta della montagna vedemmo subito la tana del drago…
Quindi entrammo nella caverna e vedemmo subito la principessa in una gabbia ed
il tesoro. Poi vedemmo il drago che si lanciò subito verso di noi… Tutti e tre
tirammo fuori le spade, in modo che appena il drago ci tocco, finì infilzato
nelle spade. Il drago era più inferocito che mai, così decidemmo che mentre il
drago era distratto con gli altri due… Io sarei dovuto salire sulla sua testa
ed ucciderlo… Salvando la principessa ed il tesoro. Poi tornammo al villaggio e
la mia missione fu completa.
Alla scoperta di qualcosa di grande
Ecco a voi uno dei testi della 2C di antologia... Buona lettura!
"Ciao, sono Hippi
Vivo su Nettuno, i miei genitori sono
morti quando ero piccola e mi ha accudita la bibliotecaria del paese, amica di
mia madre. Non ho molto da fare qui. I miei passatempi sono leggere e sognare.
Sogno di scoprire il mondo degli
umani. Qui loro sono visti come del mostri per via del loro aspetto; io, però,
ho letto dei libri su di loro e dalle immagini non sembrano così brutti, anche
se ci sono molte differenze fisiche tra noi e loro.
Noi abbiamo grandi teste allungate,
occhi piccoli e totalmente neri, respiriamo grazie a delle alette poste sul
collo. La nostra pelle è bianca con dei riflessi di polvere di stelle. Ognuno
di noi ha una stella che lo protegge e veglia sul protetto ed esaudisce ogni
desiderio.
Recentemente ho esplorato più a fondo
la nostra biblioteca e ho scoperto una zona “proibita”. Lì c’erano libri sugli
umani. Uno mi ha colpita immediatamente: parlava dell’amicizia ed era scritto
da un certo Alberoni, la frase più bella era “nessuna forma di amore ha tanto
rispetto della libertà come l’amicizia”.
Che cos’è questa amicizia? Wow! Amo
sempre di più gli umani! Chissà come si raggiunge quel pianeta!?! Ho sentito al
“corriere della Sfera” che gli studiosi hanno scoperto un passaggio che permette
di vedere la vita negli altri pianeti della via lattea, senza però comparirvi
in forma materiale. Tutto ciò grazie alle stelle. Così mi sono catapultata nel
reparto “stelle & co.” della biblioteca e ho iniziato a studiare e a fare
dei calcoli.
Dopo due giorni ho iniziato a fare
esperimenti. Provavo giorno, dopo giorno, dopo giorno, ma niente! Stavo per
perdere la speranza, così ho preso ciò che avevo creato e l’ho scaraventato
contro il muro e lì si è aperta una finestra sul mondo umano. Vedevo un parco
verde immenso con due ragazze che parlavano con un sorriso stampato sul viso:
era una sensazione magica e mi sentivo felice per loro, sembravano sorelle.
Erano loro le amiche. Ho iniziato a
esplorare la città dal mio schermo come se fosse un (come lo chiamano gli
umani) tablet. Ho trovato un altro gruppo di ragazzi amici tra loro, ma non era
una amicizia bella come quella delle ragazze: una parte dei ragazzi deridevano
i passanti con le persone deboli e gli altri due o tre del gruppo erano tristi,
con le lacrime agli occhi per il barbaro modo con cui trattavano la gente
comune ma non ostante questo gli seguivano. Ho esplorato ancora e ho rivisto
quelle due amiche litigare. Mi ha preso un tonfo al cuore. Che brutto vedere due
persone così unite litigare in quella maniera. A quel punto il portale si è
chiuso. Ho tentato di riaprirlo, ma non ci sono riuscita. Ho pianto come una
fontana. Quando finalmente ho smesso ho fatto la scoperta più sensazionale della
mia vita, ma che avrei tenuto per me: l’amicizia è un cosa magica e bellissima,
ma, per essere così, ha bisogno di un rapporto basato sulla fiducia e sulla
giusta dose di indipendenza l’uno dall’altro."
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