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sabato 5 aprile 2014

Fotofiction di un Adescamento online

Ecco come può avvenire, ed essere al tempo stesso sventato, un "Adescamento online".
Fotoromanzo realizzato dai ragazzi della 3°C...
L'insegnamento fondamentale? Parlare sempre con i genitori o comunque con un adulto..

>>> Guarda il video


venerdì 14 marzo 2014

iPhone 6

Continuano i rumors sul nuovo iPhone 6. Tra quelche mese sarà lanciato sui mercati mondiali ma trapelano e prime informazioni. Tanti sono stati i rumors degli ultimi mesi, dallo schermo flessibile, a quello in vetro zaffiro, passando per design rinnovati e di sviluppi di processore interni.
Tutte indiscrezioni che la casa di Cupertino non ha confermato e che saranno confermate o smentite solo all'indomani della presentazione.
Altre indiscrezioni trapelano sul prezzo che secondo alcuni dovrebbe arrivare a circa 1000 euro, decisamente superiore rispetto ai precedenti dispositivi. 
Quando si parla di iPhone, le aspettative e le numerose immagini che appaiono sulla rete devono essere considerate con adeguata cautela. Sono anni, ormai, che ad ogni nuovo iPhone arrivano indiscrezioni che raffigurano o descrivono il futuro smartphone dell’azienda di Cupertino. Secondo le più recenti indiscrezioni, Apple avrebbe già ordinato circa 90 milioni di iPhone 6 a Foxconn Electronics, principale azienda che effettua l’assemblaggio di questi dispositivi. 90 milioni di unità sembrano riferite, solamente, per il 2014 e non sono stati ancora pianificati ordini per l’anno successivo. Fatto sta che, se questi numeri fossero veritieri, Apple è confidente sul fatto che il prossimo smartphone sarà un vero e proprio successo. I livelli di ordinativi, quindi, permettono di ritenere che le spedizioni di iPhone 6 saranno circa il 23% in più durante il 2014, comparato al 13% di crescita registrata lo scorso anno. Analizzando ancora più in dettaglio le 90 milioni di unità ordinate, vi è da ricordare che Apple ha venduto, nella seconda metà dello scorso anno, circa 85 milioni di iPhone 6



Il gruppo media e tecnologia: 
Martina M
Federica L
Gabriele    

domenica 17 novembre 2013

Ricerca sulla carta nel medioevo e la filigrana

E dopo i nostri fantastici testi, ecco la prima ricerca della settimana! Buona lettura!


La carta nel medioevo


 Fin dal XII sec. l'Europa acquista la carta di Damasco ma la qualità mediocre del prodotto e la sua provenienza suscitano molte diffidenze.
Nel 1221 Federico II proibisce l'uso della carta per gli atti pubblici. Questo provvedimento è motivato dall'uso di colle d'amido per impermeabilizzare la carta.

 Pare infatti ,che gli insetti ne fossero particolarmente ghiotti e si divorassero interi archivi.
Verso la metà del XIII secolo, l'Italia, grande importatrice di carta araba, introduce importanti novità per il mondo cartario. 

A Fabriano, i fabbricanti incominciano a produrre la carta secondo un metodo completamente nuovo, che ha poco a che vedere con quello arabo. La presenza di corsi d'acqua, indispensabili per muovere i mulini, favorisce la nascita delle cartiere disegnando così la geografia della diffusione della fabbricazione della carta.
Per tutto il medioevo, e non solo, per fabbricare la carta si usano fibre di canapa e lino tessute. Gli stracci inizialmente vengono macerati con acqua e calce e le fibre sfilacciate con le forbici.
Per molti secoli, per ottenere la polpa di carta, si usano vasche di pietra e mortai di legno.
Una grande innovazione è il mulino da carta che tritura gli stracci con l'ausilio di una mola azionata da energia umana o animale, simile a quelli diffusi perla lavorazione del grano, del ferro...
Le prime notizie di un mulino da carta idraulico risalgono al 1238 e si riferiscono al mulino di Xativa , è subito un successo.
Altri mulini vengono avviati a Bologna, Genova, Padova, Venezia ,Voltri, Milano, Salò, Nocera...
La carta italiana - di qualità migliore, meno cara e

 sottrae progressivamente mercato a quella araba e si impone sulle piazze europee.
A Fabriano, nel 1268, tutti i mulini sono dotati di un nuovo dispositivo tecnico: la pila idraulica a magli multipli con ruota a pale.
Il tessuto viene ridotto a fibra elementare dalle pile che lavorano in verticale, azionate da alberi a camme.
Anche il telaio è diverso: compare la rete fatta di fili di ottone intrecciati che sarà utilizzata dal XIII al XVIII secolo senza subire altre variazioni.
I mastri cartai fabrianesi introducono anche un nuovo collante: il carniccio, una gelatina animale ottenuta dagli scarti di concia delle pelli. La nuova colla è fluida, impermeabile, resistente e, finalmente, non è gradita agli insetti! E' quest'invenzione a decretare il successo della carta che rende obsoleto l'editto di Federico II.
Nel 1436, gli statuti comunali di Fabriano vietano fabbricare carta e di insegnare i segreti dell'Arte fuori da territorio comunale.    “Il Pro bono et utilitate publica”.

La filigrana
Gli artigiani fabrianesi, subito seguiti dalle altre manifatture cartarie d'Italia, introducono un sistema per poter riconoscere la provenienza del manufatto.
È la filigrana, una sorta di disegno a rilievo sulla rete del telaio, un marchio che permette di determinare con sicurezza la gualchiera di provenienza.
Un sottile filo d'ottone è ricamato sulla tela (del telaio). Col tempo, dai semplici monogrammi degli artigiani, si passa a figure sempre più complesse.
La filigrana non solo permette di individuare l'artigiano ma anche di sapere la provenienza del documento. Oggi riconoscere e catalogare le filigrane permette di individuare i flussi dei documenti da un fondo ad un altro da un archivio all'altro, di conoscere, anche con carenza di documenti, i movimenti economici della carta nel tardo medioevo.
Questi alcuni dei più antichi segni in filigrana:
grifone, fiori, cappello, leone, cicogna , cavallo, campana, becco, mezzo cervo, bilance, melo grano, mannara, giglio, drago, forchone, San Giovanno, confalone, spada…
ESEMPI DI FILIGRANA

                                        


Stati su Facebook...pericolosi

Cara redazione della 2°C, quello di seguito riportato, è un articolo di venerdì scorso... il fatto è realmente successo... lo riporto testualmente, ma non lo commento in quanto mi farebbe piacere conoscere le vostre impressioni..attendo commenti.
Ciao e Buona Domenica dal prof/caporedattore.

“Voglio far brillare la scuola”: la frase è fraintesa e nel liceo arrivano i Cc

Un docente di Novara ha aperto il suo profilo Facebook e ha scritto: ”E’ una bella giornata per far brillare la scuola come una stella”.
Il docente poco accorto, e forse pure dall’animo di poeta (o no?), insegna al liceo psicopedagogico di un paesino vicino a Novara, ma quella frase su Fb ha scatenato la psicosi della bomba. E così alcuni suoi colleghi hanno pensato che l’insegnante in questione il liceo lo volesse far saltare in aria, visto che si fanno brillare le mine e le bombe, ma si può pure fare “brillare” la gioia di insegnare e recarsi in classe con socratica aspettativa e festosità.
Tuttavia al liceo hanno dato ascolto alla prima ipotesi, quella delle bombe, e così sono arrivati i carabinieri.
Ora l’insegnante rischia: la Procura aprirà un’inchiesta per procurato allarme, mentre la scuola ha avviato un processo disciplinare nei confronti dell’incauto insegnante.
Quando si scrive su Facebook bisogna dunque stare attenti, scartando qualsiasi riferimento ad atti o intenzioni o pensieri, poetici o meno, che possono provocare brillantezze di pericolose fantasie.

15/11/2013